12) Uno strumento verberatorio al giorno (IMHO)  21/10/2015

Alcuni strumenti rari o poco usati che si possono vedere in filmati online:

la nagaika, frusta russa di cuoio intrecciato usata un tempo dai cosacchi per dirigere il cavallo, flessibile ma molto dura e compatta, si può vedere nei filmati russi ed è più uno strumento punitivo militare che una frusta da BDSM. Produce profondi lividi.

Può essere confusa con lo sjambok, una frusta del Sudafrica tradizionalmente fatta di pelle di ippopotamo, ma oggi più comunemente costruita con strisce di cuoio di bovino. Può essere anche molto rigida in base alla costruzione ed è tristemente legata all'apartheid perchè usata dalla polizia sudafricana. E' una frusta molto dura che non si usa in BDSM, più adatta a produrre ferite pericolose che giochi BDSM, si può accostare per cattiveria ed impiego al famoso nerbo di  bue, noto fino dal tempo degli Egizi, costruito ritorcendo e stirando il pene di toro fino a formarne uno strumento elicoidale della lunghezza di 70/80 centimetri, molto flessibile ma duro, che taglia facilmente la pelle, ed infatti veniva usato come arma per le esecuzioni a morte o dalla Santa Inquisizione. Altro strumento inconsueto a metà tra uno strap ed una cinghia è la Rebenque argentina, usata dai Gauchos per istradare gli animali, pesante e lunga più di un metro, ha un manico rigido e pesante ed una striscia di cuoio crudo che ne costituisce la parte mobile. Poco adatta al BDSM perchè dura e pesante.

 (Il testo tratta argomenti presi dalla mia personale esperienza e il mio personale giudizio e non vuole essere una esaustiva spiegazione, ma solo il punto di vista di una persona che ha maturato una certa esperienza, non va preso come legge universale e non m’illudo che i più esperti siano tutti d’accordo con quello che scrivo. Giusto per evitare sterili polemiche. IMHO=In My Honest Opinion)


















Aggiungo una foto con i segni che si ottengono dall'uso del rebenque leggero: noterete che ha lo stesso risultato della cinghia o di uno strap sottile di cuoio.


















13) Uno strumento verberatorio al giorno (IMHO)  31/10/2015

Le fruste e gli oggetti usati per la verberazione sono numerosissimi ed ogni paese ha le sue versioni particolari, io ho cercato di dare una panoramica di quelli più visibili ed usati nel BDSM, non era mio obiettivo un trattato esaustivo sull’argomento, eccoci quindi arrivati alla puntata conclusiva:

strumenti e suppellettili casalinghe: la fantasia aiuta a trovare nuovi impieghi a strumenti costruiti per altri usi e che troviamo in casa e nei centri di bricolage, i più classici sono (a parte le spazzole di legno, già trattate con i paddles):

cucchiai e mestoli di legno

piccoli taglieri di legno

battipanni

scacciamosche

racchetta da ping-pong o da spiaggia (assimilabile a certi paddles in legno)

assicelle, bacchette e varia oggettistica in differenti legni.

flagelli autocostruiti (birch) con rami di betulla, di salice o di altre piante.















Al termine di questa carrellata mi sembra giusto occuparmi della disinfezione degli strumenti e dell’aftercare della pelle dei sub.

Indicherò usi e prodotti che sono stati utili nelle mia esperienza e invito chiunque a dare il proprio contributo al fine di suggerire altri e migliori modi/prodotti.

Innanzitutto è evidente che ogni strumento va disinfettato prima di essere usato su un altro partner per evitare ogni tipo di infezione benigna o pericolosa, sia per il contatto con la pelle e talvolta con il sangue di un partner, sia perché può essere stato appoggiato a terra o comunque in un luogo non sterile. Oggetti come plug, dildi e simili di plastica, gomma, silicone o metallo sono un discorso a parte, e, anche se usati protetti da un preservativo,  vanno non solo disinfettati ma prima lavati con un detergente, personalmente uso il “Betadine sapone germicida” che è utilizzato in ospedale.

Ma tornando agli strumenti verberatori, io uso spruzzare dopo l’uso un’abbondante quantità di Bialcol, Lysoform medical o prodotto equivalente (a base di sali di benzalconio) vaporizzandolo da un apposito spruzzatore che ho provveduto a trovare in commercio.

Non consiglio la Amuchina o altro clorurato perché potrebbe scolorire il cuoio e altri materiali pigmentati.

Per l’aftercare della pelle, se si tratta di semplice arrossamento non serve nulla, se all’arrossamento si aggiungono punti rossi diffusi, segno di rottura di qualche capillare, si può usare Bepanthenol che si usa crrentemente per l’arrossamento della pelle dei neonati o altre “creme riparatrici” usate in dermatologia come il Repasine o il Cicalfate, se però si evidenzia la possibilità di lividi è bene usare un gel o crema di Arnica. Se infine i segni sono come abrasioni e fuoriesce addirittura siero o sangue, si può disinfettare col Bialcol e cospargere poi abbondantemente con la crema POL protettiva, che si usa per esempio per la cura delle ferite da decubito.

(Il testo tratta argomenti presi dalla mia personale esperienza e il mio personale giudizio e non vuole essere una esaustiva spiegazione, ma solo il punto di vista di una persona che ha maturato una certa esperienza, non va preso come legge universale e non m’illudo che i più esperti siano tutti d’accordo con quello che scrivo. Giusto per evitare sterili polemiche. IMHO=In My Honest Opinion)












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