Aggiornamento Aprile 2018: una psicologa, in una conversazione avuta in cui mi definivo un feticista del sedere femminile, mi ha svelato che questo feticismo è più o meno proprio di ogni essere umano (anche alle femmine piace notare e toccare il posteriore maschile…o/e femminile…) perché è generato nell’allattamento, quando il bambino ha una vera adorazione per il seno materno, fonte di vita, e crescendo la dimensione dei glutei, ora più in proporzione dei seni con la sua crescita, gli ricordano questa immagine ed il piacere connesso…c’è sempre da imparare…

 

Riporto qui un estratto che ho scoperto su Wikipedia, che mi sembra interessante da leggere, anche se certamente in parte scontato, ma non in ogni dettaglio. perchè per un feticista del sedere femminile, come mi reputo, una visione CULturale è sempre intrigante, non prendiamoci per il CULO...
Storia culturale dei glutei
Estratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Significato evolutivo
Il sessuologo Alfred Kind suggerisce che i glutei siano da sempre luogo primario di presentazione e proposta sessuale nei primati. Alcuni antropologi e sociobiologi credono che il feticismo del seno deriva proprio dalla sua somiglianza con i glutei, venendo così a fornire un'attrazione sessuale specifica anche alla parte anteriore del corpo femminile.
Negli esseri umani, le femmine hanno generalmente glutei più alti, rotondi e voluttuosi; ciò è causato dagli estrogeni che incoraggiano il corpo ad immagazzinare il grasso nelle natiche, nei fianchi e nelle cosce, mentre il testosterone maschile scoraggia il deposito di grasso in queste zone. Le natiche delle femmine umane contengono quindi più tessuto adiposo che nei maschi, soprattutto dopo la pubertà.
La psicologia evoluzionista suggerisce che i glutei arrotondati e carnosi siano opera dell'evoluzione, rendendoli zona erogena e desiderabile, fornendo in più un'indicazione visiva della giovinezza e fertilità della donna. Essi segnalano la presenza di estrogeni e di depositi di grasso sufficienti per la gravidanza e l'allattamento. Inoltre proprio i glutei danno un'indicazione della forma e dimensioni delle pelvi, con relativo impatto per la capacità riproduttiva. Dal momento poi che lo sviluppo ed il pronunciamento delle natiche ha inizio con il menarca ma diminuisce con l'età, le natiche belle, piene e sode sono anche simbolo di giovinezza e, di riflesso, di bellezza.
Helen B. Fisher, antropologa e ricercatrice del comportamento umano, afferma che la forma carnosa e arrotondata dei glutei è l'attrattiva maggiore per i maschi durante il rapporto sessuale in posizione da dietro, quella probabilmente più utilizzata durante l'antichità preistorica. Altre ricerche hanno confermato che i glutei femminili si sono evoluti con lo scopo preciso d'attrarre l'attenzione e la scelta sessuale dei maschi, oltre a indicare una migliore forma del corpo umano nelle donne, fino al punto da prescindere anche dalla selezione sessuale.
Storia
I glutei femminili sono stati sinonimo di fertilità e bellezza fin dai primordi della storia umana. Già le statuine delle veneri paleolitiche databili tra il 35 e il 24 mila a.C. hanno natiche, fianchi e cosce esagerate] che attirano quindi immediatamente l'attenzione dello sguardo.
La bellezza erotica delle natiche femminili era importante anche nell'antica Grecia, basti pensare solo alla Venere Callipigia (dalle belle-kalli natiche-pygos)), statua che sottolinea fortemente i glutei della dea Afrodite.
Le natiche nude sono state considerate come estremamente erotiche durante la dinastia Ming, dove sono state spesso paragonate alla brillantezza della luna piena.
Molti artisti mettono in posa i loro modelli e modelle esplicitamente per sottolinearne i glutei.
I glutei sono stati considerati quasi sempre come una delle maggiori zone erotiche del corpo dalla cultura occidentale, e l'erotizzazione eterosessuale dei glutei femminili era favorita anche dalla loro associazione e vicinanza agli organi riproduttivi. Al contempo i glutei rimangono spesso una zona tabù a causa della loro vicinanza all'ano e alla sua assimilazione al sistema escretore.
Il fondatore della psicoanalisi Sigmund Freud ha teorizzato che lo sviluppo psicosessuale si verifica in tre fasi (orale, anale e genitale) e che la "fissazione" alla fase anale sia la causa della duratura erotizzazione delle natiche.
Lo spanking ovvero l'arte della sculacciata erotica era molto popolare in tutto il mondo anglosassone durante l'epoca vittoriana, anche a causa della progressiva feticizzazione delle natiche; lo spanking rappresentava inoltre la forma principale di pornografia del periodo (vedi in sadomasochismo nella fiction), con un mercato ricchissimo di opere di letteratura erotica riguardanti belle natiche da sculacciare.
D'altra parte mostrare i glutei, presentare le natiche umilmente protese è sempre stato un gesto di sottomissione, anche fra le scimmie. Ma alcuni non paghi di questa umiliante posizione, devono imprimervi anche il marchio finale dell'umiliazione consistente nella punizione corporale. Sono i bambini che hanno soprattutto sperimentato questa concezione, e che la sperimentano ancor oggi malgrado i divieti legali.
Lo psichiatra e sessuologo britannico Havelock Ellis nei suoi studi di psicologia del sesso (1927), designa così le caratteristiche cultural-sessuali dei glutei:
« Troviamo, tra la maggior parte dei popoli del mondo in tutti i continenti, la constatazione che i grandi fianchi e i glutei carnosi delle donne siano comunemente considerati come una delle principali caratteristiche di bellezza femminile. Questo carattere sessuale secondario rappresenta la deviazione strutturale più decisa del tipo femminile da quello maschile, una deviazione richiesta dalla funzione riproduttiva delle donne, il che produce un'ammirazione che suscita la scelta sessuale. »
Il medico inglese sostiene infine che il corsetto e le crinoline o tournure hanno lo scopo preciso di sottolineare le natiche[7] delle donne.
L'enfasi sulle natiche femminili come caratteristica eminentemente sessuale secondo l'educatore statunitense Ray Broadus Browne è aumentata esponenzialmente negli ultimi decenni, attribuendolo alla diffusione della moda, prima dei denim jeans e poi di pantaloncini e minigonne attillate.
Con la rivoluzione sessuale e la "normalizzazione" della pornografia, i glutei e i seni hanno cessato di essere un elemento biasimevole da rappresentare nei mass media, a differenza degli organi meramente sessuali e genitali esterni. 
Cultura
« ... comparvero quando gli uomini ebbero l'idea di rizzarsi sulle zampe posteriori e di rimanere in tale posizione. Fu un momento capitale della nostra evoluzione, poiché da allora i muscoli glutei si sono considerevolmente sviluppati... tra i primati, solo la specie umana possiede natiche emisferiche e prominenti...Jean-Luc Hennig »
Georges-Louis Leclerc de Buffon, nella sua Storia naturale afferma che le natiche appartengono solo alla specie umana e che nessun animale quadrupede le possiede.
Feticismo 
Il feticismo delle natiche, che fa parte del partialismo si riferisce ad una condizione in cui i glutei diventano oggetto esclusivo dell'attenzione sessuale: con Pygophilia ci si riferisce all'eccitazione sessuale causata dalle natiche[. Può essere associata con il feticismo della calza e con i giochi erotico-sessuali in ambito BDSM.